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la scuola digitale e i DSA

Che la scuola sia in crisi perenne è un dato di fatto. Che non se ne riesca ad uscire è un altrettanto dato di fatto e che la manifestazione di questa crisi si manifesti in un malessere evidente in tutti coloro che hanno a che fare con la scuola (docenti, allievi, famiglie) è sotto gli occhi di tutti. Tra le varie Istituzioni, quella scolastica resta la più oppositiva e resistente al cambiamento. Si parla tanto di formazione, stipendi inadeguati, autonomia didattica, nuove tecnologie, con uno sguardo rivolto sempre all’interno della scuola, ma fuori c’è una società che è cambiata e quello sguardo andrebbe rivolto all’esterno per poter iniziare una reale trasformazione, a partire da un cambiamento culturale indispensabile. La società assegna due compiti alla scuola: la trasmissione del sapere e la preparazione dei giovani alla società in cui vivranno e deve quindi fornirli di conoscenze e abilità tali che gli daranno, in seguito, la possibilità di poter contribuire a loro volta ad un nuovo cambiamento. Il cambiamento sociale è rapido, ma la scuola non riesce a stare al passo, quindi finisce solo per trasmettere il sapere senza riuscire a trasferire la preparazione adeguata per poter vivere nella società futura. Ci rendiamo conto di questa continua trasformazione attraverso l’ingresso e l’uso delle nuove tecnologie. La tecnologia fa parte della cultura: lo vediamo nel campo del lavoro, della medicina, del tempo libero, ma quando entriamo in un classe scolastica, nulla è mutato. La scuola ha un sistema educativo rigido. Oggi l’apprendimento deve diventare flessibile e questo lo si può ottenere solo attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie, vale a dire che io devo avere l’opportunità di apprendere in un qualunque momento, in ogni luogo e su ogni argomento, anche al di fuori dell’edificio scolastico. Io devo poter utilizzare pc, tablet, smartphone, per poter avere costantemente una finestra aperta sul mondo. Inoltre si dà la possibilità di includere anche coloro che, come me, hanno un Disturbo Specifico di Apprendimento, a raggiungere il successo formativo, evitando l’abbandono scolastico, prima soluzione pensata da chi vive male la scuola, per mettere fine a tutti i suoi “problemi”. Per un dislessico avere una sintesi vocale installata sul pc gli darà la possibilità di “leggere con le orecchie”; per un disgrafico e/o disortografico scrivere un tema o preparare una lezione utilizzando un correttore ortografico, un power point o una mappa concettuale, lo solleverà dall’evitamento del compito predisponendolo all’apprendimento; per un discalculico utilizzare un software per studiare geometria o processare numeri complicati gli sarà di grande aiuto. Ma quanti docenti sono in grado di accompagnare i loro studenti in questo percorso “tecnologico”? Purtroppo nelle scuole di Potenza, sono pochi gli insegnanti che possono vantare una preparazione in tal senso e per lo studente e la famiglia che lo segue a volte diventa un'ardua impresa continuare a farlo studiare. L’utilizzo delle TIC (le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione) è la trasformazione per una didattica flessibile e innovativa che preparerà i nostri ragazzi a vivere in una società proiettata al futuro. Per una società migliore ripartiamo dalla scuola.

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